sabato 3 febbraio 2024

LA STESURA DEL “NUOVO” PIANO PANDEMICO NAZIONALE 24-28 E CHI SI RICORDA DI SARA GANDINI .


Premessa: che la recente proposta del Piano Pandemico Nazionale 24-28 sia assolutamente passata SOTTO LE RIGHE non mi stupisce più di tanto viste le condizioni in cui versa l’attuale nostro sistema informativo media-social-giornalismo-varietà che, ovviamente, sentitamente ringrazia. Mentre per quel che concerne Sara Gandini, giova rammentare che è una ricercatrice italiana in campo epidemiologico fra le più quotate a livello internazionale nonché Direttrice dell’unità "Molecular and Pharmaco-Epidemiology" presso il dipartimento di Oncologia Sperimentale dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. “È anche una persona che si è impegnata personalmente per difendere i DIRITTI CIVILI E UMANI durante la follia pandemica, come pure per difendere la scienza, quella vera, da quelli che l'hanno sfruttata per scopi politici o per i propri interessi economici. Per questo, Sara Gandini è stata maltrattata e insultata in vari modi durante il periodo dell'epidemia.”[Cit]


Questo un suo articolo del 29/4/23 dal titolo “Effetti del Covid: un paese in uno stato di paralisi culturale spaventosa” e che CONSIGLIO VIVAMENTE DI LEGGERE tanto per chiarire la SUA POSIZIONE estremamente moderata: “Capisco benissimo la rabbia di chi è stato discriminato perché non vaccinato, di chi si è vaccinato contro voglia per non perdere il lavoro, ancora di più di chi è stato obbligato a vaccinare i figli perché potessero fare sport o andare a scuola.

Capisco anche chi si fida sempre meno di medici, scienziati, istituzioni e teme di essere vittima di un grande esperimento sociale. Che ci siano grandi interessi economici, ma anche di potere, dietro a quello che è accaduto durante la pandemia, ma che accade ancora adesso, dalla guerra alle nuove politiche emergenziali, è indubbio.

La cosa però che mi fa rabbia è che sia così difficile creare spazi di discussione libera.

Se da una parte abbiamo i seguaci del burionismo, i terroristi del covid19, i sostenitori della scienza che diventa religione, per cui chi porta senso critico è necessariamente un pericoloso analfabeta funzionale, novax, negazionista...

Dall'altra abbiamo le comunità che cercano di ribellarsi ma finiscono per banalizzare ogni discussione sulla pandemia, e invece di stare su un livello politico, regolarmente arrivano a sostenere che i vaccini sarebbero il male assoluto, la causa di ogni malattia.

Così come mi sono arrabbiata quando le istituzioni si sono sottratte al convegno organizzato dal Politecnico di Torino, altrettanto non sopporto più chi invita a parlare solo chi aderisce perfettamente alla propria narrazione e sostiene il proprio schieramento. Anche chi parla di una medicina personalizzata e che rispetta le scelte dei singoli viene attaccata se non demonizza il vaccino, come è capitato più volte alla sottoscritta, perché per definizione tutti i medici e gli scienziati sarebbero corrotti e inaffidabili.

In entrambi i casi lo scambio tra posizioni differenti fa problema. L'altro viene ridotto regolarmente a nemico.

Ogni discussione viene ridotta a scontro e si ripetono le parole d'ordine del proprio schieramento, senza rendersi conto che questa contrapposizione è assolutamente funzionale a chi vuole impedire una seria discussione sulla pandemia, ma in generale su dove sta andando la nostra società.

Chi alimenta queste contrapposizioni ha una grande responsabilità anche perché tutto questo porta ad un infinito senso di impotenza a livello politico. E lo stiamo vedendo a ogni livello.

Rispecchiarsi nell'identico a sé alimenta il proprio narcisismo ma impedisce di camminare e di cambiare punto di osservazione, di allargare lo sguardo. Che è ciò di cui abbiamo bisogno.” [Cit].


In questo articolo, Sara Gandini scrive sostanzialmente un commento sulla situazione ormai incancrenita del dibattito in Italia : “Se era e rimane corretto non fidarsi di quello che ci raccontano i teletromboni di stato che pretendono di rappresentare "La Scienza", è altrettanto sciocco affidarsi al primo rattoppato cerebrale che spiega su YouTube che ha trovato grafene nei vaccini, il che prova che sono stati progettati come strumenti per un programma di sterminio dell'umanità. Purtroppo, non c'è nessun dialogo fra i due campi opposti. Cercare di ragionare razionalmente su qualunque cosa sembra essere diventato impossibile in un paese che si trova in uno stato di paralisi culturale che ormai definiresti come simile a un paziente con danni cerebrali irreversibili. (UB)”. [Cit].


Ora, a metà Gennaio, è stato presentato dal Governo, quello che dovrebbe essere il, si fa per dire “nuovo” Piano Pandemico 2024-2028. Sinceramente non so in quanti lo sappiano e certamente non ne ho sentito parlare molto, anzi, e a chiedersi del perché rispondo sempre con un altro intervento sempre della Professoressa Sara Gandini. Si, sempre lei, di cui avete potuto leggere il pensiero poche righe sopra.


Bisogna avere pazienza e, prima o poi, i nodi vengono al pettine. La saggezza popolare qui è davvero istruttiva. È notizia recente il fatto che Il governo in carica ha presentato un “nuovo” piano pandemico (https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=119551) che, nel caso di future emergenze, ricalcherà esattamente le stesse linee direttrici adottate da Conte e Draghi, i precedenti responsabili della gestione (funesta) della pandemia/sindemia Covid-19. È confermata la centralità assoluta dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=119551) in cui si legge nero su bianco: La scelta del Dpcm quale strumento centrale di governo dell’emergenza sanitaria riflette dunque la posizione costituzionale del presidente del Consiglio quale garante dell’unità di indirizzo dell’azione di governo e di bilanciamento dei molteplici interessi pubblici), dei vaccini come “arma” decisiva per proteggere la cittadinanza dai virus, delle restrizioni e se necessari dei lockdown più o meno estesi”. [Cit].


Ora, fatta salva l’indiscutibile valenza dei vaccini, la nota ricercatrice prosegue: “Di nuovo si parla della possibilità di interrompere attività sociali, come la scuola in presenza, come mezzo per limitare i contagi. Di nuovo si prendono decisioni politiche senza usare le evidenze scientifiche emerse negli ultimi anni. Anche i nostri studi italiani che hanno indagato se l’apertura delle scuole fosse stata un motore della pandemia hanno mostrato che non ci sono DATI SOLIDI in questa direzione (https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/05/10/finita-la-pandemia-tiriamo-le-somme-tenere-chiuse-le-scuole-cosi-a-lungo-e-stato-un-errore/7157036/) e anche i recenti studi internazionali durante la diffusione della variante Omicron l’hanno confermato. Nel testo del piano pandemico si specifica che eventuali restrizioni alla libertà individuale devono rimanere in vigore solamente lo stretto necessario ed essere proporzionate sia alla probabilità sia all’entità dell’evento, affinché i rischi e i danni che potrebbero derivare per i singoli individui siano contenuti e inferiori al beneficio collettivo auspicato, ma sono gli stessi identici ragionamenti che sono stati fatti durante la pandemia. Questo “stretto necessario” è UN CONCETTO CHE DIPENDE DAGLI INTERESSI IN GIOCO e in passato è stato dettato più dalla necessità dei politici di difendersi da eventuali accuse di non avere chiuso abbastanza (la cosiddetta epidemiologia difensiva), in una situazione di sanità che è totalmente allo sbando, che dalla necessità di tenere conto degli effetti delle chiusure sulla salute psicologica dei giovani. Eppure anche noi abbiamo mostrato recentemente l’effetto che ha lasciare i giovani in casa di fronte ad uno schermo per mesi (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37637799/) La logica è sempre quella: di nuovo SI RIBALTA SUI CITTADINI responsabilità che sarebbero di governi che si susseguono uno dopo l’altro lasciando la sanità sempre meno in grado di far fronte alle richieste quotidiane. Figuriamoci di fonte alla prossima emergenza pandemica.

Meloni ha ribadito nei fatti, se ce ne fosse ancora bisogno, che la politica odierna – quantomeno quella esercitata da un ceto dirigente pavido e confuso – può solo abbracciare i diktat neoliberisti, per i quali le emergenze sono OCCASIONI DI PROFITTO e di riorganizzazione autoritaria dello spazio pubblico. Gli investimenti sulla sanità non sono solo inadeguati, largamente inferiori a quanto necessario, ma si accompagnano a una progressiva svendita dell’intero sistema di SERVIZI. Il privato si lecca i baffi e, sulla scia dell’esempio a stelle e strisce, allunga le mani sulla medicina pubblica, preparando in tema di salute quello che l’autonomia differenziata sta realizzando sul versante dei rapporti tra sud e nord nel nostro Paese.

Le DISEGUAGLIANZE sono così destinate a CRESCERE, e una sanità lasciata alle brame degli agenti di profitto potrà solo divaricare ulteriormente le condizioni di vita che separano ricchi (pochi) e poveri (sempre di più). Difficile, vista la complessiva concordanza tra centro-destra e centro-sinistra sugli strumenti da adottare per affrontare eventuali fenomeni “pandemici”, che qualche settore della politica parlamentare si opponga a questa ristrutturazione in senso ultraliberista della sanità italiana.

Alla luce di questa deriva, che ci obbliga a non tacere e a sollevare la questione con ancora più forza, risulta CHIARISSIMO a cosa sia servita l’opposizione feroce e ideologica tra fazioni che ha ruotato ossessivamente intorno al fulcro dei vaccini dal 2021 ad oggi: a spezzare in due l’opinione pubblica, spostando su questo versante critiche e dissenso che andrebbero riorientati decisamente contro le politiche neolibpop (neoliberiste e populiste) che stanno togliendo ai cittadini ogni accesso costituzionalmente garantito a servizi sociosanitari di qualità. Come affrontare, dunque, questa spoliazione a danno di tutte/i noi? Intanto ribadendo con nettezza che il FINTO BIPOLARISMO ALL’ITALIANA confluisce puntualmente sulle larghe intese, anche in materia di governance delle emergenze”. [Cit].


Per cui, se avete avuto la pazienza di leggere tutto quanto riportato sopra, mi verrebbe da sorridere (amaramente) qualora non si fosse compreso in quali contesto versiamo. Siete ancora certi che si sia appreso quel minimo sindacale di insegnamento dalla recente pandemia? A conti fatti, direi sostanzialmente di no. E che non si tirino più in ballo pretestuose differenze tra destra e sindestra dal momento che, di questo passo, in assenza di reali ma soprattutto veritiere alternative cui poter scegliere, si andrà avanti sinché l’intero “baraccone” non si incepperà una volta per tutte.

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